Manifesto

Il diritto alla città passa, in primo luogo, dal diritto ad un alloggio dignitoso, elemento imprescindibile per l’esercizio di una piena cittadinanza. Bologna vive una carenza strutturale di alloggi in affitto che siano accessibili ai suoi studenti e alle sue studentesse, lavoratori e lavoratrici, specie se precari, famiglie, specie se a basso reddito.

Nel nostro paese, a fronte di un aumento del costo degli affitti di più del 100% nell’ultimo decennio, i redditi disponibili sono calati, causando un aumento delle disuguaglianze.

Il fenomeno degli affitti irregolari e delle discriminazione nell’accesso ad appartamenti in affitto segna l’esperienza universitaria di molti studenti e studentesse, fino a determinare la rinuncia agli studi a Bologna per alcuni di loro. Eppure, nel medesimo tempo, sono stati mappati centinaia di vuoti urbani sfitti e invenduti. L’edilizia pubblica (circa il 5% del patrimonio abitativo) ad oggi non rappresenta, a Bologna e in Italia, una risposta centrale al fenomeno del disagio abitativo, rimanendo una delle percentuali più basse in Europa.

Tra i fattori che contribuiscono a sottrarre disponibilità al mercato degli affitti è senza dubbio la crescita del turismo in città: un fenomeno positivo che tuttavia negli ultimi anni è cresciuto esponenzialmente, assieme all’utilizzo di piattaforme che offrono alloggi a breve termine come Airbnb e Booking. Se vi può essere un utilizzo “corretto” di queste piattaforme, basato sull’home sharing, che contribuisce a rispondere alla domanda di alloggi dai visitatori in città e ad integrare il reddito di bolognesi che condividano il proprio appartamento, esiste un lato oscuro della medaglia: la speculazione da parte di grandi proprietari che acquistano interi immobili allo scopo di affittarli a prezzi più alti sul mercato della locazione breve ad uso turistico. Inoltre, in mancanza di una regolamentazione del fenomeno, esiste anche un’elusione e un’evasione fiscale che penalizza la collettività, sottraendo risorse che potrebbero essere utilmente impiegate nelle politiche per l’abitare.

La complessità del fenomeno e la molteplicità dei portatori di interesse richiede un’altrettanto ampia articolazione dei punti di vista utili a definire una proposta in grado di conciliare sviluppo turistico, esigenze della sharing economy e diritto alla città e all’abitare.