L’analisi critica del Piano Urbanistico Generale di Bologna

Il Gruppo di lavoro per l’analisi del PUG, costituito nell’ambito del Laboratorio Pensare Urbano, sta conducendo un’analisi critica sui contenuti del nuovo Piano Urbanistico Generale di Bologna della quale qui si sintetizzano i primi risultati.
L’indagine si è svolta grazie alla collaborazione di numerosi esperti – urbanisti, sociologi, linguisti e geografi – e militanti, anche in rapporto con altri movimenti come il comitato Rigenerazione No speculazione, che hanno esaminato i contenuti del piano da vari punti di vista. La difficoltà e la sfida dell’analisi è stata in primo luogo determinata dalla natura profondamente innovativa del nuovo stru-mento che assume piuttosto il carattere di piano strategico.
Ci siamo focalizzati sull’analisi del discorso per decostruire le narrazioni implicite veicolate dal piano per passare poi all’indagine degli strumenti tecnici e delle finalità politiche, con focus su aree speci-fiche della città. Sono dunque tre le linee di ricerca che si stanno percorrendo:

  • Narrativa e retoriche: analisi semantica del linguaggio che veicola le informazioni contenute nel piano
  • Ambiente e territorio: analisi territoriale delle aree interessate dal piano e del relativo impatto ambientale
  • Governance e diseguaglianze: analisi delle implicazioni economiche e socio-politiche del piano

L’indagine ha poi individuato tre luoghi peculiari della città che sono al centro di importanti dinami-che di trasformazione: le caserme Sani e Mazzoni e il bosco urbano dei Prati di Caprara.
Sotto il profilo dell’analisi del discorso si è evidenziato un primo aspetto importante. A discapito della retorica inclusiva e partecipativa, la semantica rivela una visione iper-centralizzata e la promo-zione di dispositivi partecipatori che sono calati dall’alto. Si palesa, inoltre, una narrazione che pro-muove costantemente la dimensione turistica, sia includendo idealmente i visitatori nel corpo della cittadinanza, sia sfruttando un linguaggio che è tipico di piattaforme come Airbnb e Tripadvisor, riassumibile nello slogan “Bologna, il tuo nuovo posto preferito”.
Dal punto di vista dei contenuti tecnici e del discorso politico ci si trova di fronte a una frammenta-zione di quelli che sono i dispositivi strumentali e le finalità. Ciò si evidenzia, da un lato, con la mancanza di una struttura che regoli priorità e legami fra la vasta mole di interventi e indirizzi, dall’al-tro con l’inclusione di tematiche e obiettivi ambiziosi di ampio respiro, difficilmente inquadrabili e risolvibili con uno strumento di pianificazione. L’incertezza che ciò determina nel comprendere le strategie e gli indirizzi politici del piano si riscontra anche nelle singole porzioni di spazio urbano prese in esame dal gruppo di lavoro, così come nelle tematiche individuate. Non c’è coerenza, ad esempio, fra le strategie di resilienza, tutela e incremento degli spazi verdi e previsione di nuove edificazioni di immobili e infrastrutture che insistono sulle stesse aree.
L’impressione generale è che l’indeterminatezza del PUG – riassumibile nel suo carattere di piano ideogrammatico – nonché i rimandi e le deleghe che il piano prevede ad altri strumenti urbanistici e piani attuativi, anche in base alla Legge Urbanistica regionale, lascino di fatto spazio ad accordi par-ticolari fra la pubblica amministrazione e gli operatori interessati, senza un chiaro indirizzo politico. Risulta perciò illusorio ritenere che questa mole di interventi non coordinati e lasciati all’iniziativa privata o legati a non ben definiti interventi pubblici una tantum possa restituire la dimensione di città pubblica che il piano pretende di assicurare. Al contrario, proprio la mancanza di un chiaro indirizzo politico e la delega ad altri strumenti e accordi, lascia spazio ad interessi particolari che rischiano di fare della città il terreno privilegiato dell’iniziativa economica privata.
Infine, l’adozione da parte del piano di un linguaggio mutuato dalle tecniche del mercato che, ad esempio, trasforma beni comuni fondamentali come l’acqua e il verde in infrastrutture produttive all’insegna di un aleatorio sviluppo sostenibile, proseguono la mercificazione dello spazio urbano che ha caratterizzato lo sviluppo della città negli ultimi tre decenni.

Definizione del gruppo di lavoro:
Il gruppo di lavoro è composto da persone provenienti da diversi ambiti e con varie competenze. Sono presenti ricercatori/ricercatrici e studenti/studentesse universitari e militanti dei movimenti urbani.
Fra gli ambiti disciplinari coinvolti sono presenti urbanisti, sociologi, linguisti e geografi.
Questo l’elenco delle persone coinvolte: Martina Bonci, Matteo Bronzi, Denise Contessa, Fernando Funari, Luca Gullì, Silvia Lolli, Marco Marrone, Federico Montanari, Matteo Proto, Piergiogio Rocchi, Patrizia Romagnoli, Andrea Zinzani.
Coordinatore: Gioacchino Piras Congi

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